Come sono lontani quegli anni!
Sembrava
ieri che eravamo giovanotti e Seregno non era ancora una città. Si viveva in
povertà, ma si sentiva il bisogno di comunicare di trasmettere altrui le nostre
passioni e per noi il modo più semplice per farlo è stato quello di cantare.
Nel
periodo del dopoguerra vi fu un’esplosione di gioia di vivere e pian piano
tutto si trasformò, comprese le tradizioni. Con il passare degli anni si
abbandonò il lavoro nei campi e si fece largo l’industrializzazione. In
quegli anni, nel 1966, dopo alcuni tentativi sporadici ed isolati al Lazzaretto
si incontravano ospitati da Don Giovanni Ferrè i gruppi vocali di Santa Valeria
e del Lazzaretto.
Da
quell’incontro nacque il coro “IL RIFUGIO”.
Fu
il maestro Ambrogio Colciago a dare la prima fusione organica a quelle voci, a
metterle veramente insieme come gruppo corale, a dare le basi sulle quali
costruire la realtà che oggi è il coro “IL RIFUGIO”.
Alla
sua abilità alla sua pazienza alla sua passione dobbiamo se quel lontano
incontro non è unito alla storia dei tentativi sterili precedenti, ma è
diventato punto di riferimento di ogni fatto e di ogni discorso relativi al coro
“IL RIFUGIO”.
Accanto al maestro Colciago una menzione particolare nel
passato e nel presente merita senza dubbio Don Giovanni Ferrè, che possiamo
semplicemente definire il primo corista ad “honoris causa” a tutti gli
effetti.
Per
non lasciare spazio all’improvvisazione si avvertì subito l’esigenza di
dare un regolamento ed una struttura organizzativa. Nel
1967 assumeva la direzione Oreste Tagliabue, coadiuvato
dai presidenti Viganò e Malerba e da un gruppo di consiglieri.
Elencare
per esteso la storia del coro sarebbe impresa difficile, bastano le
testimonianze di alcuni coristi ancora in attività, le quali ci consentono di
comprendere le difficoltà che si dovettero affrontare.
Nel
1967 quindi la responsabilità di insegnare fu affidata ad Oreste Tagliabue, il
quale con professionalità e pazienza riuscì a sgrossare l’esecuzione e ad
affinare la sonorità del coro. Dopo di lui si susseguirono altri direttori:
Tarcisio Noseda, Giovanni Barzaghi e ancora Oreste Tagliabue. Nel
corso degli anni vi furono alcuni dissapori e ritiri, ma la tenacia dei più
riuscì ad avere la meglio.
Il
canto ci permetteva di ricordare qualcosa del passato e creava le premesse per
un futuro migliore. Quegli incontri serali per le prove fecero diventare
secondari altri impegni pur importanti e crearono in noi un senso profondo di
amicizia.
Tra
le esibizioni più prestigiose è d’obbligo ricordare la partecipazione alla
trasmissione della R.A.I., alla serata che fu in onore del
compositore Bixio, quattro puntate televisive con Nanni Svampa e Lino Patruno
con la regia di Vito Molinari; la partecipazione alla trasmissione della radio della Svizzera Italiana;
le vittorie nei concorsi di Mossale, Toano, Inverigo, Biella e Cesano Maderno, le esibizioni
a Roma, Volterra, Pordenone, Bolzano, Alatri, Scandiano e le numerose a Milano,
le tournée in Cecoslovacchia nel 1969, 1971, 1976, 1989.
Sotto
la direzione di Oreste Tagliabue, grazie alla bellezza della voce umana, ci
rendemmo protagonisti e custodi di grandi valori e per questo motivo crediamo
che il canto popolare dovrebbe destare più interesse tra i giovani di oggi.
Giovani che pressati da una sempre più crescente strumentalizzazione
consumistica, dovrebbero avvertire il bisogno di momenti di semplicità.
Nel
mese di gennaio del 2000, vi fu l’avvicendamento alla direzione del coro tra
Oreste Tagliabue ed il maestro Antonio Colombo. Il cambiamento all’inizio
provocò qualche sbandamento, ma con il passare del tempo capimmo che egli
esigeva chiarezza e precisione e non accettava il pressappochismo. Decidemmo
così di concedergli piena fiducia per tutto ciò che concerneva la conduzione,
la direzione e l’armonizzazione dei brani.
Egli
è tuttora il nostro direttore.