Come sono lontani quegli anni!

Sembrava ieri che eravamo giovanotti e Seregno non era ancora una città. Si viveva in povertà, ma si sentiva il bisogno di comunicare di trasmettere altrui le nostre passioni e, per noi, il modo più semplice per farlo è stato quello di cantare. Nel periodo del dopoguerra vi fu un’esplosione di gioia di vivere e pian piano tutto si trasformò, comprese le tradizioni. Con il passare degli anni si abbandonò il lavoro nei campi e si fece largo l’industrializzazione. All'inizio degli anni sessanta al Lazzaretto era sorta una corale per accompagnare le funzioni liturgiche della nuova Parrocchia che, proprio in quegli anni, muoveva i suoi primi passi. Ma ben presto arrivò la riforma liturgica la quale voleva che si favorisse il canto di tutta l'assemblea e la polifonia non rispondeva a questo scopo. La corale si sciolse ma rimase sempre la voglia di cantare e così si passò dalla polifonia religiosa ai canti di montagna sotto la guida del maestro Ambrogio Colciago. Qualche canto per stare insieme, qualche concertino senza troppe pretese ma sufficiente per far sapere che era sorto anche questo gruppo. Qualcuno si aggiunse ai primi volenterosi e nacque il nuovo Coro di canti di montagna al quale bisognava dare una nome. Dopo una viva discussione durante la quale erano affiorate tante proposte, prevalse il Rifugio. C'era anche un motivo preciso per questa scelta. Infatti, durante una vacanza passata insieme a Gressoney La Trinité, alcuni coristi avevano imparato un canto che iniziava così: Sul Rifugio bianco di neve..., quel canto, era stato uno dei primi se non il primo, imparati da quel gruppetto che ha poi dato origine al Coro. Nell'ottobre del 1966, ospitato da Don Giovanni Ferrè nella Parrocchia del Lazzaretto di Seregno, nacque ufficialmente il Coro il Rifugio. Fu il maestro Ambrogio Colciago a dare la prima fusione organica a quelle voci, a metterle veramente insieme come gruppo corale, a dare le basi sulle quali costruire la realtà che oggi è il Coro il Rifugio - Città di Seregno. E' grazie alla sua abilità, alla sua pazienza, alla sua passione, se quel lontano incontro non è unito alla storia dei tentativi sterili precedenti, ma è diventato punto di riferimento di ogni fatto e di ogni discorso relativi al Coro il Rifugio. Accanto al maestro Colciago, merita senza dubbio una menzione particolare Don Giovanni Ferrè, che possiamo semplicemente definire fondatore e primo corista ad “honoris causa”. Per non lasciare spazio all’improvvisazione si avvertì subito l’esigenza di dare un regolamento ed una struttura organizzativa. Nel 1967 assumeva la direzione Oreste Tagliabue, coadiuvato dal presidente Nino Malerba e da un gruppo di consiglieri. Oreste con professionalità e pazienza riuscì ad affinare la sonorità del coro. Dopo di lui si susseguirono altri direttori: Tarcisio Noseda, Giovanni Barzaghi e ancora Oreste Tagliabue. Nel corso degli anni vi furono alcuni dissapori e ritiri, ma la tenacia dei più riuscì ad avere la meglio. Il canto ci permetteva di ricordare qualcosa del passato e creava le premesse per un futuro migliore. Quegli incontri serali per le prove, fecero diventare secondari altri impegni pur importanti e crearono nei coristi, un senso profondo di amicizia. Sotto la direzione di Oreste Tagliabue, grazie alla bellezza della voce umana, ci rendemmo protagonisti e custodi di grandi valori e per questo motivo crediamo che il canto popolare dovrebbe destare più interesse tra i giovani di oggi. Giovani che pressati da una sempre più crescente strumentalizzazione consumistica, dovrebbero avvertire il bisogno di momenti di semplicità. Nel mese di gennaio dell'anno 2000, vi fu l’avvicendamento alla direzione del Coro tra Oreste Tagliabue ed il maestro Antonio Colombo. Il cambiamento all’inizio provocò qualche sbandamento, ma con il passare del tempo, capimmo che egli esigeva chiarezza e precisione e non accettava il pressappochismo. Nel 2003 e nel 2005, il Coro il Rifugio ha organizzato una rassegna denominata Memorial Luigi Giussani. Luigi, oltre ad essere nel 1966 tra i fondatori del coro, è stato corista e tenore di grande temperamento, una colonna portante, con una voce limpida ed aggraziata. Dal settembre del 2005 il maestro Fabio Triulzi è subentrato ad Antonio Colombo alla direzione del Coro il Rifugio. Il Coro nel mese di maggio del 2007 ha organizzato la prima Rassegna denominata "Città di Seregno" la quale avrà cadenza annuale e vi prenderanno parte cori Italiani ed esteri, che possano proporre esperienze e interpretazioni di elevata qualità. Il 23 giugno 2011 l'Amministrazione comunale, su iniziativa del Sindaco di Seregno Giacinto Mariani, ha indetto un consiglio comunale straordinario per festeggiare i 45 anni di fondazione del coro. L'iniziativa che il consiglio comunale ha sostenuto all'unanimità, è stata la ridenominazione del nostro gruppo corale da "Coro il Rifugio" a "Coro il Rifugio - Città di Seregno. Nel corso del 2015, esattamente Il 1° Maggio e il 31 ottobre, Il Coro il Rifugio - Città di Seregno ha partecipato alla cerimonia di apertura e di chiusura di Expo 2015 a Milano. Durante la cerimonia di apertura, è stato eseguito il “Canto degli Italiani” nell’armonizzazione del Maestro Stefano Barzan. Dopo avere festeggiato il 50°  anniversario di fondazione nel 2016, nel 2019 il Coro il Rifugio – Città di Seregno è felice di ricordare e festeggiare il 50° anniversario del rapporto di amicizia nato nel 1969 con la città di Ceska Trebova (Repubblica Ceca) e il Coro di questa città “Coro Bendl”. Pensate che l’origine di questa amicizia va ricercata addirittura ai tempi della seconda guerra mondiale, quando nell’ottobre del 1943, in un campo di concentramento nazista a Berlino, due ragazzi poco più che ventenni si incontrano e condividono le pene di quel periodo. Gli eventi del dopoguerra fanno sì che i due vivano in paesi separati dalla famigerata cortina di ferro, che però non impedisce loro di coltivare la loro profonda amicizia attraverso una continua corrispondenza. Finchè nel 1968, Tomes Oldrich, il primo dei due ragazzi protagonisti di questo racconto, cecoslovacco di Ceska Trebova, ottiene il visto per l’Italia, dove ritrova e riabbraccia il secondo protagonista della storia, Luigi Giussani, a quei tempi colonna portante del Rifugio: è l’inizio dell’avventura, del forte e indissolubile legame che unisce due culture e due realtà tanto distanti, che passa attraverso ben sei tournèe del Rifugio in terra Ceca, l’ultima nel 2018 e che dimostra una volta di più quanto siano importanti la passione e l’affetto di un legame che va al di là della distanza, che diventa assolutamente ininfluente e che ancora oggi fa diventare gli occhi lucidi e che a stento trattiene le emozioni.